Ultimi Aggiornamenti degli Eventi

Marchio di qualità per le strutture ricettive di Trapani

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autorizzazioneA Trapani l’Assoturismo Confesercenti ha ottenuto dal Sindaco Vito Damiano l’approvazione alla diffusione di un marchio di qualità con l’obiettivo di poter certificare le piccole aziende ricettive regolari. A queste verrà data la possibilità di esporre tale marchio sia come vetrofania, sia come simbolo da utilizzare su ogni suo supporto informatico e multimediale.

“ E’ un obiettivo che portiamo avanti da due anni con la nostra Presidente Regionale AIGO Daniela Giardina”, dice Sergio Ciulla responsabile Assoturismo Confesercenti di Trapani, “Grazie alla collaborazione di FI.AR.COM abbiamo trovato un ottimo interlocutore nel Comune di Trapani che ha dato il via ad un’azione non più repressiva ma collaborativa destinata alle aziende del comparto extralberghiero, impegnandosi a promuovere le strutture affiancandole e proponendole in prima persona in un mercato turistico dove la legalità e la trasparenza diventano i veri fattori trainanti di una economia sempre più internazionale”.

Per ottenere il marchio di qualità contattare Assoturismo Trapani assoturismotrapani@outlook.com    tel. responsabile per Trapani:  Sergio Ciulla 3393272000

Prospettive Confesercenti sul turismo in Sicilia nel 2015

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Sicilia seconda meta italiana tra le preferenze dei vacanzieri dell’estate 2015. Confesercenti Assoturismo  Sicilia:  l’indagine Confesercenti – SWG prospetta una stagione 2015 positiva. Cresce il numero degli italiani che andranno in vacanza.

               

I dati raccolti dall’indagine Confesercenti – SWG sulle vacanze estive degli Italiani prospettano una stagione confortante per gli operatori turistici della Sicilia. Sono circa 2 milioni in più coloro che  rispetto al 2014  hanno intenzione di andare in vacanza, quasi 32 milioni di Italiani quindi si preparano a partire.

Tra le destinazioni Italiane, che si collocano sul podio  per la stagione estiva 2015, la Sicilia conquista con il 14% di consensi il secondo posto subito dopo la Puglia (17%) superando la Toscana di un solo punto percentuale.

 

Con riferimento invece alle destinazioni all’estero più ambite sono la Croazia con il 27% di preferenza che prende il posto della Spagna, la Grecia che raccoglie il consenso da parte del 23% degli intervistati mentre scende in classifica rispetto al 2014 il Regno Unito che viene indicato dal 4% come possibile meta turistica.

Rimane tuttavia alta la propensione al risparmio, la spesa pro capite per le vacanze del turista italiano scende di fatti dai 1.022,00 euro del 2014 a 840,00 euro e ad essere prediletta sarà la vacanza orientata al  relax.

 

Dati quindi confortanti, precisa Gaetano Pendolino,  Presidente Reg. le Assoturismo Confesercenti Sicilia quanto meno relativamente alle stime sulle  presenze turistiche per l’imminente stagione estiva. Tuttavia dichiara Pendolino, auspichiamo che a livello Regionale si provveda a individuare  misure straordinarie di promozione per confermare le attese e se possibile tentare di rosicchiare ulteriori spazi ai nostri competitor. Si auspica, inoltre, che il territorio si organizzi al meglio per accogliere e stimolare la domanda turistica nonché per sollecitare la debole propensione di spesa dei turisti che dimostrano di guardare con interesse le nostre destinazioni.

È chiaro che siamo ancora ben lontani conclude Pendolino dalle performance turistiche  a cui potrebbe ambire la Sicilia. Rimane ancora tanto da fare e auspichiamo che la recente approvazione in Giunta delle linee strategiche e di indirizzo politico per la programmazione dello sviluppo turistico della Sicilia possano rilanciare, con l’attiva compartecipazione della componente privata, un settore che tanto può contribuire alla crescita economica,  allo sviluppo dei territori  e alla tenuta dei livelli occupazionali della nostra terra.

 

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Il Ministero dello Sviluppo Economico sugli home restaurant. Ecco il responso – Gambero Rosso

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Il Ministero dello Sviluppo Economico si è espresso sulla questione degli home restaurant. Ecco come. Vi ricordate la querelle sugli home restaurant?…

Source: www.gamberorosso.it

Ministero dello Sviluppo Economico: Home Resstaurant è un’attività vera e propria di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Considerata la modalità con la quale si intende esercitare, si applicano le le normative relative alla Somministrazione di alimenti e bevande.

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[Sicilia] Pericolo droni per lo scalo aereo di Trapani Birgi

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Source: www.regioni.it

Un appello ai nostri politici: non fateci spendere soldi pubblici se non ci sono prospettive concrete per il nostro aeroporto. Nostro?

Trapani Birgi è classificato come “scalo militare destinato al ruolo di Deployement Operating Base (DOB)”: sostiene cioè i “rischieramenti temporanei” di velivoli da guerra italiani e NATO

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Turismo. 2014: Lieve aumento in provincia di Trapani. Male Marsala, boom San Vito. Tutti i dati

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Turismo. Lieve aumento in provincia di Trapani. Male Marsala, boom San Vito. Tutti i dati

Source: www.tp24.it

Nel 2014 ci sono stati, in tutto il territorio della provincia, 637.357 arrivi, tra italiani e stranieri, l’1% in più rispetto al 2013

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da tassa di soggiorno a risorsa per lo sviluppo

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Proposta Confesercenti

Circa 780 milioni di euro sottratti in tre anni ai consumi turistici. E’ questo il bilancio dell’applicazione della tassa di soggiorno, ripristinata in Italia a partire dal 2012 e a Roma già dal 2011. Un’imposta nata con lo scopo di assicurare agli Enti locali le risorse per potenziare i servizi turistici, migliorare l’offerta culturale e i servizi pubblici, ma che ha finito per essere interpretata quale uno dei tanti canali di finanziamento degli Enti locali, trasformandosi da tassa pro turismo a tassa sui turisti.

Tre anni di applicazione della tassa di soggiorno

Anno

Numero di comuni che applicano la tassa di soggiorno

Gettito complessivo

2012

300

165

2013

500

214

2014

649

400*

 

GETTITO TOTALE 2012-2014

779 milioni di euro

 

L’impatto dell’imposta sul costo del soggiorno

Per quantificare l’impatto dell’imposta di soggiorno sul costo del pernottamento abbiamo costruito tre profili di sog­giorno, differenti per motivazione del viaggio, numero dei viaggiatori, età, durata del soggiorno e tipologia di struttura ricettiva.

A. “Viaggio d’affari”: persona sola adulta, 1 pernottamento in albergo, livello di servizio 4 stelle, alta stagione (130 euro a camera/notte oltre all’imposta di soggiorno);

B. “Fine settimana”: coppia di adulti, 2 pernottamenti in albergo, livello di servizio 3 stelle, alta stagione, (90 euro a camera/notte oltre all’imposta di soggiorno);

C. “Vacanza in famiglia”: coppia con due figli minori (14 e 10 anni), 7 pernottamenti in albergo, livello di servizio 3 stelle, alta stagione (100 euro a camera/notte oltre all’imposta di soggiorno).

 

Per il profilo “vacanza in famiglia” l’incidenza dell’imposta di soggiorno sul costo del pernottamento (alloggio e imposta di soggiorno) può arrivare a superare il 10%, scoraggiando così i soggiorni di nuclei familiari con figli. Evidenza, questa, con¬fermata anche dal confronto internazionale: le aliquote dell’imposta di soggiorno nelle grandi città d’arte e affari italiane si collocano su livelli pari o superiori a quelle di mete alternative del turismo europeo, penalizzando in particolare i nuclei familiari con figli e le strutture ricettive di fascia economica.

 

 

A Roma va la maglia nera: nella Capitale l’imposta è particolarmente esosa, arrivando ad incidere – in caso di vacanza in fami­glia – fino al 13% sul costo del soggiorno. Seguono Venezia – con un’incidenza sulle vacanze famigliari fino all’11,6% – e al terzo posto Firenze, dove il peso dell’imposta raggiunge il 10,1% del costo di pernottamento di una famiglia in viaggio.

 

Il confronto con l’Europa

Per confrontare i valori applicati in Italia, e nello specifico nelle città di Roma e Milano con quelli vigenti nel resto d’Europa, uti-lizzeremo i profili di soggiorno prima descritti: nei Grafici sono illustrati sia il valore dell’imposta (euro/soggiorno), sia l’incidenza sul costo del soggiorno (pernottamento più l’imposta).

 

L’incidenza dell’imposta di soggiorno per una Vacanza in Famiglia, a Roma è quasi il triplo di Berlino, 27 volte quella di Atene, quasi 4 volte Parigi, 4,5 volte Barcellona.

 

L’incidenza dell’imposta per  un viaggio d’affari a Roma è di poco inferiore a quella rilevata per la stessa tipologia di viaggio a Berlino, ma 4 volte Parigi, 5,5 volte Barcellona e 8,8 volte Atene.

 

L’incidenza dell’imposta per un fine settimana a Roma è 1,7 volte quella registrata a Berlino, 1,5 volte Amsterdam, 3,7 volte Parigi, 5,8 volte Barcellona

 

 

La proposta Confesercenti: da tassa a risorsa per lo sviluppo

Per risolvere la situazione è innanzitutto necessario varare il regolamento attuativo. Ma si deve procedere anche a una rimodu­lazione dell’imposta: così com’è, la tassa di soggiorno non distingue tra tipologie di turista – essendo soggetti al prelievo anche ‘i pendolari del fine settimana’, che lavorano 5 giorni su 7 in una città diversa gli ospiti delle attività di alloggio per motivi lavorativi e non prettamente turistici – e penalizza il turismo familiare. Sarebbe quindi opportuno prevedere esenzione per i lavoratori in questa situazione, e allo stesso tempo abbandonare del tutto il calcolo su base personale: meglio passare ad un’imposta per­centualizzata sul costo complessivo del pernottamento, per evitare penalizzazione di gruppi numerosi e famiglie. Occorre poi ancorare saldamente l’imposta agli investimenti nel turismo: i 300milioni anno di gettito devono confluire in fondi di garanzia per la ristrutturazione delle attività di alloggio e per gli interventi strutturali di accesso turistico.

Per questo Confesercenti propone di versare i 400 milioni di gettito proveniente dall’imposta presso al Cassa depositi o pre­stiti, per costituire un Fondo di rotazione per lo Sviluppo del Turismo. Attraverso l’introduzione di un moltiplicatore di 20, si potrebbero mobilitare risorse per investimenti garantiti per 8 miliardi di euro, da implementare con una convenzione con l’Abi. La garanzia potrebbe essere rilasciata dal Fondo Centrale, mentre il finanziamento potrebbe essere agevolato mediante la prov­vista già in essere tra Cdp e Banche.

Il Fondo permetterebbe di riportare l’imposta di soggiorno ad essere una imposta a favore del turismo: le risorse così organiz­zate, infatti, potrebbero essere finalizzate allo sviluppo delle strutture turistiche. In particolare, proponiamo di finalizzare le risorse attivate dal Fondo per il Turismo alle attività di:

                        ampliamento , ristrutturazione, riconversione e ammodernamento delle strutture recettive;

                        acquisto di arredi; macchinari e attrezzature;

                        innovazioni tecnologiche e digitalizzazione, risparmio energetico e adeguamento ecologico;

                        reti di imprese anche per i servizi comuni;

                        adeguamento alla normativa antincendio;

                        promozione, marketing e formazione professionale, nonché certificazione di qualità

 

L’IVA SUL TURISMO, ENNESIMO FRENO ALLA COMPETITIVITÀ ITALIANA

Il turismo dell’Italia non soffre solo di problemi strutturali e stagionali: accanto alla mancanza di infrastrutture e collegamenti e all’intensificarsi dei fenomeni di maltempo, l’industria turistica sconta uno svantaggio fiscale di grandi proporzioni, e che pesa per 2 miliardi di euro ogni anno sulle persone in viaggio nel nostro paese. I differenziali tra l’aliquota IVA applicata dall’Italia sui consumi turistici e quelle presenti nei Paesi competitor si sono tradotti in una penalizzazione delle aziende italiane di fronte ai concorrenti esteri. Il prelievo Iva sulle prestazioni alberghiere che colloca il nostro paese al top nel panorama europeo (vedi grafico): 1,5 punti oltre la media, 3,5 punti oltre la Grecia, 3 rispetto a Francia e Germania, 2 rispetto al Portogallo, mezzo punto oltre la Slovenia.

Le prospettive: un aumento da scongiurare assolutamente

Lo spread tra la nostra aliquota Iva sul turismo e quelle straniere rischia di peggiorare enormemente nel prossimo futuro: se le clausole di salvaguardia previste dalla legge di stabilità dovessero essere applicate, l’aliquota passerebbe al 12% nel 2016 e al 13% nel 2017, fino ad arrivare al 13,5% nel 2018, un aliquota superiore di 5 punti percentuali alla media Ue.

 

Turisti in Italia, tartassati dal fisco

Il turismo italiano non riparte, e l’eccesso di tasse non aiuta: il fisco tartassa i turisti in vacanza in Italia chiedendo loro circa 2,4 miliardi di euro l’anno.

 

il Peso del fisco sui consumi dei turisti in Italia (milioni di euro)

Voce

Gettito

Iva sulle prestazioni turistiche

2.000

Tassa di soggiorno

400

TOTALE

2.400

 

TURISMOBILANCIO EPROSPETTIVE

Turismo italiano: bilancio e prospettive

Dopo il crollo registrato nel periodo 2012-2014, anche il bilancio del 2014 è destinato a chiudersi in rosso: secondo le nostre sti­me, elaborate con Indis e Ref Ricerche, quest’anno registreremo 245mila presenze in meno rispetto al 2013. In totale, rispetto all’anno 2011, la flessione è stata di 10,4 milioni.

 

Anno

Presenze

2011

386.894.732

2012

380.711.483

2013

376.709.081

2014*

376.464.116

Variazione 2011-2014

-10.430.616

Dal 2011 il turismo italiano ha subito un arretramento significativo e constante dei movimenti turistici, che ha portato a regi­strare presenze in calo sia nel 2012 che nel 2013, per una contrazione totale del 2,6%. In difficoltà è soprattutto il turismo dei residenti che ha pagato il prezzo della crisi evidenziando un arretramento del 9% delle presenze. Il taglio della spesa nei bilanci familiari ha cagionato sia un calo delle partenze sia una riduzione della durata media dei soggiorni.

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Li Calzi vuole trasformare Lampedusa in meta per il turismo scolastico

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Lampedusa diventerà

Source: www.travelnostop.com

Buone idee. Speriamo siano realizzabili

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